Importare dalla Cina – La Lettera di Credito

La scelta del pagamento è una delle modalità più delicate, a cui bisogna prestare attenzione, quando si deve regolarizzare una procedura. Importante è tenere ben presente le varie normative valutarie in vigore che regolano il trasferimento di danaro all’estero, preferendo pagamenti tracciati o garantiti dall’intermediazione di una banca. Per piccole importazioni, nell’ordine di centinaia di dollari o euro, è possibile ricorrere a Paypal, Alipay,Applepay o carte di credito, (in Cina si preferisce il circuito UNION PAY, in quanto  Visa e Mastercard non sempre sono accettate).  Se l’attività d’importazione assume una caratteristica di continuità e coinvolge importi di maggior rilievo è meglio ricorrere a sistemi di pagamento adeguati all’importanza della trattativa.

La forma migliore è, senza dubbio, l’apertura di una Lettera di Credito (abbreviata con l’acronimo L/C), un sistema di pagamento messo a punto per tutelare entrambe le parti dell’affare. In sostanza, il compratore si rivolge ad un istituto bancario per aprire un credito a favore di un beneficiario (un fornitore nel caso di una compravendita) a fronte di specifiche condizioni. Tale credito sarà perfezionato, con il pagamento, nel momento in cui il beneficiario assolverà a tutte le richieste di condizione formulate dal firmatario.  La Lettera di Credito è una formula di pagamento che coinvolge movimenti di danaro consistenti e richiede l’intermediazione di una banca come parte attiva, la quale prima di sciogliere tutte le riserve e dare via libera al trasferimento del danaro, verificherà con attenzione le condizioni proposte.  L’intervento di un soggetto terzo potrà meglio garantire il firmatario che il pagamento verrà eseguito solo se il beneficiario concorderà con le condizioni contrattuali, tutelando anche il venditore che avrà la sicurezza di essere onorato a contratto concluso senza ripensamenti da parte dell’acquirente.

Nella pratica commerciale, per finalizzare una Lettera di Credito il venditore dovrà dimostrare di aver preparato la commessa esibendo, alla banca, i documenti rappresentativi della merce tra cui: la fattura e la polizza di carico (marittima, aerea o combinata).Quest’ultimo documento è fondamentale per comprovare che la merce sia stata effettivamente consegnata ad un vettore per la spedizione. La L/C, per sua natura, è una formula costosa, sia in apertura che per l’incasso, per tale ragione, talvolta, si preferisce ricorrere a sistemi di pagamento meno impegnativi come la formula del “Dopo Incasso”. In questo caso il fornitore, dopo aver preparato la spedizione, invierà i documenti commerciali alla banca del cliente che provvederà al pagamento della fattura.Diversamente dalla Lettera di Credito, non vi è alcun obbligo da parte del cliente nel pagare la spedizione, ragione per la quale è necessario che sussista una fiducia consolidata tra il compratore e il venditore; la stessa fiducia necessaria per concordare, come pagamento, il Trasferimento Telegrafico (indicato brevemente come T/T), ossia un bonifico bancario internazionale.

Quest’ultimo metodo è attualmente molto richiesto dai fornitori per poter disporre subito delle risorse finanziare necessarie ad avviare la produzione, in particolare da quando la Cina è passata da un’economia totalmente controllata dallo Stato ad una con partecipazione dei capitali privati.

Il pagamento con bonifico, spesso anticipato, è particolarmente rischioso a causa della concreta possibilità che il beneficiario possa trattenere i soldi e sparire.Per ovviare a tale pericolo, nella pratica commerciale si è soliti spedire un acconto tra il 20% e il 30%, e pagare il saldo a spedizione avvenuta, magari dopo aver ricevuto almeno una copia del documento di carico delle merci, seppur nulla possa realmente garantire al 100% il compratore, se non la fiducia reciproca animata dalla voglia di fare buoni affari insieme.

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Importare dalla Cina, gli ingredienti del prezzo.

Trasparenza è la parola d’ordine di ogni relazione professionale e commerciale; la stessa che un onesto venditore applica quando etichetta i prodotti della sua offerta.  Ma se acquistare un qualsiasi oggetto nel negozio sotto casa o in un centro commerciale è abbastanza immediato, in quanto nel suo valore sono già incluse tasse e oneri di gestione, lo stesso non si può dire dei prezzi proposti all’importazione. Infatti, il mondo degli scambi internazionali è costellato da acronimi e sigle assurde di netta derivazione anglosassone, sia per ragioni storiche sia per motivi linguistici, essendo l’inglese l’idioma tecnico per eccellenza.

Quando ci si approccia ad organizzare un’importazione, sia essa dalla Cina o da altro paese, è bene tenere presente che esistono delle spese aggiuntive che andranno a gravare sul costo finale della merce; tali oneri, a seconda degli accordi stipulati tra le parti, saranno pagati dal compratore o dal venditore e spesso includono le spese assicurative sul carico, il costo del trasporto (marittimo, terrestre o aereo), eventuali importi di dogana e movimentazioni del carico per le ispezioni. Inoltre, per una buona gestione della compravendita, non dimenticarsi di prevedere eventuali emolumenti dovuti per lo stoccaggio dopo lo sdoganamento.

Nave portacontainer.

In questa sede esamineremo brevemente alcune delle sigle più comuni che accompagnano le offerte di vendita dall’estero ed applicate, in prevalenza, nell’ambito dei trasporti via mare a cui, di solito, sono legati anche tratte di terra indispensabili per coprire le distanze tra i luoghi di origini dei prodotti e i porti d’imbarco, nonché tra quelli di destinazione. Per tale motivo, un’offerta estera è quasi sempre accompagnata da condizioni accessorie, qualora tali condizioni non fossero chiaramente riportate dall’offerente è bene richiederle esplicitamente, ricordandosi che, solitamente, l’assenza delle condizioni accessorie sottintende un prezzo franco fabbrica. Tale accordo prevede, nella pratica commerciale, che ogni altra spesa per movimentare il carico, dal luogo di origine alla destinazione finale, sarà onere del compratore, e spesso tali costi amministrati da un’altra nazione possono mancare di una completa trasparenza.

Si tenga presente, quindi, che le offerte all’importazione possono essere espresse nei seguenti termini più comuni:

Quotazioni EX-Word: il prezzo della merce è offerto nel magazzino del venditore, tutte le spese accessorie sono a carico   del compratore che le dovrà organizzare e pagarle in aggiunta.

Quotazioni FOB (Free on board): il prezzo della merce include il trasferimento fino al bordo della nave (in caso di trasporto marittimo), ma le spese d’imbarco e le movimentazioni alla partenza saranno a carico del ricevitore che dovrà farsi carico anche dei costi accessori all’arrivo. Con l’introduzione dei container questa condizione è stata leggermente modificata facendo rientrare nelle spese all’origine anche il carico del container sulla nave e non più fino alla banchina. Questa condizione di prezzo non prevede l’assicurazione per il carico che dovrà essere stipulata dal ricevitore, prima della partenza, nel caso voglia tutelarsi dai rischi del trasporto.

Quotazioni CIF (Cost Insurance Freight): in questo caso nel prezzo della merce è incluso sia il trasporto, fino al porto di sbarco, sia l’assicurazione per le merci che sarà stipulata dal venditore. Restano a carico del ricevitore i costi per il trasporto dal luogo di sbarco ai suoi magazzini, nonché gli oneri doganali a destino che, se non diversamente concordato, sono sempre pagati dell’acquirente.

Quotazione C&F e C&I (Costi and Freight) (Costi and Insurance): in questi casi il prezzo della merce include il trasporto marittimo, escludendo l’assicurazione rischi. Nel secondo caso, invece, nel prezzo della merce non è contemplata la movimentazione via mare, tuttavia è inclusa l’assicurazione rischi per il trasporto.

Nella pratica commerciale esistono diverse altre formule per esprime i prezzi, benché quelle riportate siano le più comuni, ma è prudente, in caso di dubbi, richiedere la consulenza di un doganalista per evitare di dover sostenere, spese troppo gravose, che potrebbero compromettere il buon esito dell’affare.

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