Christmas World 2019 di Francoforte

La crisi contribuisce ad appiattire la crescita economica, ma la creatività Partenopea accende nuove opportunità.

Anche quest’anno le porte del centro espositivo di Francoforte si sono aperte per ospitare il Christmaworld, la fiera internazionale dedicata alle decorazioni di Natale. L’evento è da sempre un punto di riferimento per gli operatori del settore: rivenditori, allestitori, decoratori e responsabili di pubbliche amministrazioni e grosse strutture ricettive alla ricerca delle ultime tendenze.

Quest’anno i cambiamenti non erano tanto nelle novità proposte, le quali sembrano attraversare un periodo di stallo creativo, ma nella tipologia di visitatori che hanno iniziato ad affollare gli stand. Infatti, la persistente crisi commerciale del settore che ha travolto i piccoli rivenditori, sia per la capillare presenza dei negozi cinesi oltre alla spudorata arroganza dei colossi mondiali dell’e-commerce, è stata una delle motivazioni che ha spinto gli esercenti al dettaglio a tentare di scalare la classica filiera distributiva dell’importatore e grossista, per fare capolino direttamente dai produttori, la cui maggioranza è rappresentata da aziende cinesi e thailandesi che hanno occupato un intero padiglione della fiera.

I visitatori italiani non hanno fatto mancare la propria presenza con un’altissima percentuale di operatori Napoletani, molti dei quali, sapendo che   la portata di ordinativi da sostenere andava ben oltre le proprie possibilità distributive, hanno organizzato gruppi di acquisto per assorbire le consistenti quantità di merce che le aziende asiatiche pretendono per dare corso alle produzioni.

Certamente la forza derivante dai gruppi d’acquisto permette di superare ostacoli che i singoli esercenti sono impossibilitati ad affrontare, ma generano numerose difficoltà che gli operatori avvezzi ben conoscono: il problema della complessità di operare in concorrenza; la mancanza di esclusività di prodotti acquistati; la gestione delle scorte e altre diverse questioni di carattere puramente commerciale. Allorché taluni,dopo aver constatato l’inopportunità di rischiare in un settore che inizia a scricchiolare sotto il peso della saturazione, hanno preferito ripiegare sulle grosse compagnie tedesche, belghe e olandesi che riescono a fare da cuscinetto tra i fabbricanti e le minori esigenze di fornitura da parte dei negozi. Compagnie, che sostituendosi agli specialisti italiani e partenopei,contribuiscono sempre più all’assottigliarsi del montante degli ordinativi stagionali veicolati nel territorio nazionale da parte della propria abituale clientela alla ricerca  spasmodica di novità. La traslazione di ordinativi e pagamenti verso altri paesi d’Europa contribuisce, se pur involontariamente, a ridurre i flussi di liquidità acuendo le sofferenze delle piccole e medie imprese che formano la trama del tessuto economico dell’Italia.

Un’Italia che per certi versi ha tentato un timido riscatto portando alcune aziende d’allestimento a sfidare, con l’inventiva, i colossi del nord Europa pur soffrendo ancora di una gestione in prevalenza familiare. 

Naturalmente la magia del Natale riesce a diluire le perplessità per i futuri andamenti economici del settore, lasciando i visitatori immersi nelle possibili aspettative delle nuove tendenze che non si slegano dalle decorazioni che imitano gli elementi della natura, a quelle di silicone ampiamente usato per i nuovi abeti artificiali, alle palline in vetro marmorizzato, fino alle novità tecnologiche applicate all’illuminazione gestite dall’intelligenza artificiale dell app. Elementi di novità che negli allestimenti moderni non possono mancare, ma stringendosi fanno  posto ad una icona della tradizione germanica, il soldatino Schiaccianoci che, dalla malinconica fiaba di Hoffman, sgomitola per guadagnarsi un posto sotto l’albero.

Fuoco spontaneo

I miei versi 
più belli parlano 
di te, 
nascosta 
tra le pieghe di
un cuore avvampato
dal rossore d’un
fuoco spontaneo.
(Mario Volpe)