Lo status della Discordia(Cina)

Concedere alla Cina il MES (meccanismo europeo di stabilità) potrebbe mettere in pericolo la già fragile industria produttiva Europea (figuriamoci quella Italiana ridotta a poche briciole).
Come chiariscono gli esperti diventerebbe più difficile applicare il dumping al paese del Dragone perché si renderebbe necessario sostenere la sua economia nei momenti di difficoltà, ed un paese come Cina dove oggi esiste una sovrapproduzione ed il mercato interno assorbe una piccolissima parte del manifatturiero cinese e il grosso dei prodotti deve essere spedito a clienti esteri, sembrerebbe quasi un’imposizione al consumatore ad utilizzare i prodotti cinesi.
Come si può facilmente immaginare questa decisione è palleggiata tra pareri contrastanti, e trova una scarsa simpatia da parte dei produttori Europei per la solita questione dei prezzi di mercato cinesi notevolmente più bassi di quelli europei. Messa in questi termini la concessione del MES ad un colosso come la Cina sembrerebbe un’ulteriore beffa alla nostra economia, ma una cosa sono i discorsi d’economia teorica e un’altra quelli di economia reale. Come se se attualmente non si riuscisse ugualmente ad eludere i dazi doganali per le merci provenienti dalla Cina adottando raffinati sistemi di corruzione e di elusione delle norme vigenti. Dalle porte più sgangherate d’Europa: Grecia, paesi dell’Est e Spagna passano valanghe di prodotti MADE IN CHINA eludendo ogni tipo di restrizione; basta fare quattro passi nei mercati Cinesi Italiani o nei loro centri commerciali per rendersene conto. Vi siete mai chiesti da dove proviene tutta quella merce che dovrebbe essere gravata da anti-dumping mentre è venduta a costi irreali? Proviene di certo da una diffusa e stellata schiera di operatori che non hanno il minimo bisogno di osservare le regole, che vogliono queste regole giusto per infrangerle onde garantirsi una sorta di monopolio illegale per arricchire le proprie casse. Di certo, quindi, un allentamento delle maglie dell’antidumping potrebbe aprire i mercati e portare una ventata di aria pulita necessaria al ricambio di quella stagnante della corruzione, se ogni importatore potesse lavorare senza essere legato da normative serrate nessuno troverebbe più convenienza ad infrangere; il libero mercato ha avuto quasi sempre ragione, purché si tratti di libero mercato e non di libertinaggio di mercato. Poche regole, chiare ed uguali per tutti sarebbero il motore di una crescita economica basata sulla capacità imprenditoriale e non sul favoritismo politico.
Alla fine resta un quesito di non poca importanza a cui dare una risposta: i produttori Europei come potranno combattere il colosso Cinese e la loro politica aggressiva dei prezzi senza la protezione dell’anti-dumping? Certamente la soluzione non è quella di alzare barriere e rendere difficile l’ingresso di questi prodotti ma è di certo quella di rendere le nostre imprese più produttive. Restringere l’acceso con i dazi sarebbe come negare l’ingresso di mister Olimpia in una palestra frequentata da atleti smagriti per la paura del confronto, perché allora non mettere in condizione questi atleti di rinforzarsi e competere con il sedicente mister Olimpia sul suo stesso campo di gioco? Ossia i prezzi dei prodotti.
Fin quando l’economa Europea si alimenterà di regole che la renderanno sempre più pesante non potrà altro che andare progressivamente a fondo nel mare della libera concorrenza.
(Mario Volpe)

Kasamaan, l’istinto oltre la ragione.

Kasamaan è una parola in lingua Tagalog (parlata nelle Filippine) che indica il Maligno. Il male nel suo assoluto così come l’uomo nella paura genera la percezione dalla sua presenza. La paura profonda e incontrollata, che in ogni momento, possa perdere la vita. Attraverso questi racconti, con personaggi talvolta ricorrenti, l’autore vuole porre la sua attenzione su quale potrebbe essere la vera natura del male e sulle paure che genera la sua esistenza. La raccolta inizia con un’introduzione dello stesso autore che descrive la paura come un sentimento, come una sensazione elevandola quasi ad uno stato meritevole della vita per cui la natura ha potuto continuare il suo corso evolutivo assoggettando tutte le sue creature alla sensazione di terrore, ma solo l’uomo associa ad essa anche la terribile percezione dell’angoscia. La paura può essere il grimaldello che tiene ancorato l’istinto, evitando una perdita di controllo che potrebbe portare al compimento delle azioni più abominevoli e riprovevoli se lasciato libero di agire e cavalcare la sua innata indole.
La paura e il male, due elementi complementari nella nostra vita che l’autore cerca di agganciare in dodici brevi racconti dove la curiosità, l’amore, la voglia di evadere, i sogni e il senso del dovere possono trasformarsi nella paura di fallire o di morire attraverso la percezione di una domanda quasi scabrosa. Il male e la paura fanno bene alla condizione umana? Cosa è che veramente temiamo? Quali sono i limiti oltre i quali la ragione impone il suo stop?

Attraverso le fantastiche immaginazioni di queste storie si cerca di mostrare le varie facce delle angosce umane per arrivare alla conclusione finale, il vero terrore che attanaglia l’uomo è il fallimento. Il fallimento nel lavoro, negli affetti, della stessa vita resa vana ed asciutta da ogni importante significato, evidenziando che per quanti sforzi si facciano, eventi inaspettati e improvvisi possono dirottarci verso mete dolorose, oscure e inafferrabili. Così è narrato nel brano “La Suora”, dove il fortissimo desiderio di una ragazza nel farsi monaca alla ricerca della serenità non è stato sufficiente a scaraventarla nel baratro del più animale e brutale dei comportamenti: quello di divorare la propria figlia deforme. Anche la curiosità di Berry, detto il Barile, lo spinge troppo oltre la sicurezza e la padronanza delle sue azioni facendolo cadere nelle braccia della morte attraverso ciò che lui crede un banchetto per demoni; o nell’ Ulivo dove i ricordi di innocenti giochi da bambini si mescolano a terribili momenti si sofferenza rimossi dal tempo e avidamente ricercati da un sopravvisto che deve regolare i conti con la sua vecchiaia.
Tutte espressioni dell’insicurezza, dell’inquietudine che passano attraverso le certezze dalla religione, della scienza e della storia fendendole con la scure della paura dalla quale nessun essere umano è immune.